martedì 14 luglio 2009

La divina Toscana

Toscana,
May 2009

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva illuminata, che la dritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual’era è cosa dura, mettendo piede giù da un treno che veloce ti aveva portato in mezzo ad un campo di girasoli che seguivano una palla dorata in cielo danzando su melodie nascoste. Un profumo di fiori che penetrava le mie narici che ricordavano solo il sapore di salsedine di paradisi marittimi lontani ed invadevano i miei occhi abituati a grattacieli immensi. Lontano dal mondo, ad un passo dal cielo. Terra di quel Dante tanto odiato a scuola che – una volta – giurerei aver visto schiacciarmi l’occhiolino da un’illustrazione sul libro, come a voler dire “...un giorno apprezzerai anche tu”.

Un fiume lunghissimo, senza inizio, senza meta, sulla piena delle sensazioni di chi lo guarda al tramonto, in una Firenze che di signorile nasce dal nome stesso e mai conoscerà tramonto. Dalla finestra di un casolare rustico che splende al sole, la magia di un posto così vicino a noi dal risultare quasi introvabile. Nello stridore delle rotaie della ferrovia, l’urlo di un treno che veloce prova a riportarti alla realtà cosi come ti aveva portato dentro quel sogno. Un sogno dove finzione e realtà si fondono all’orizzonte. Un sogno chiamato Toscana, la terra che move il sole e l’altre stelle.

Enricuzzu

3 commenti:

Tizia ha detto...

Bentornato
non hai la minima idea di quanto tu mi sia mancato

Germana ha detto...

Meraviglioso...descrizione stupenda di una terra altrettanto stupenda che difficilmente si dimentica soprattutto se l'hai vissuta!! Grazie :-)

Claudio ha detto...

A me non sei mancato così tanto ... però l'articolo (sempre più in chiave romantico-poetico) è molto bello.
Hai cambiato stile. Che è successo?!?