giovedì 3 settembre 2009

Ultima notte a Parigi

Paris (France),
August 1st

Te ne accorgi un paio di minuti dopo che sei atterrato che il sentimento è ricambiato: neanche tu a loro stai simpatico. In compenso però, a loro sta simpaticissimo il tuo portafoglio che dimagrisce a vista d’occhio anche solo per comprare il biglietto del pullman che dall’aeroporto ti porterà alla città. Il prezzo te lo dicono nella loro lingua, anche se sudi palesemente e fai intendere di non capire. Loro non sudano, ma tentano di farti capire che ora sei in zona loro, e la lingua loro devi parlare. Te lo dicono subito con gli occhi: sei a Parigi. Bienvenue.

E a te sale subito quel rigurgito di nazionalismo che per potenza è almeno pari al loro. Sali sul pullman giurando vendetta e lo fai a voce alta. In italiano, ovviamente … e chi capisce capisce. Ti basterà poco ormai per farti lanciare frecciatine involontarie come le occhiate lanciate alle francesine nella Metrò. Non ti piaceranno le baguettes, non ti piaceranno i cappellini col pisellino sopra, non ti piaceranno gli artisti per strada, non ti piacerà quel loro dannatissimo accento all’insù che alla tua ragazza – se sei accompagnato – farà girare la testa. E soprattutto non ti piacerà l’idea che, in fondo, la testa gira anche a te. Per salvarti proverai a buttare giù un bicchiere d’acqua ma è li che il francese – bello e stronzo – ti darà il colpo di grazia: otto euro e venti per una bottiglietta da neanche un litro di acqua trasparante. Roba che se lo sapevi prima ordinavi una brocca di buon vino d’annata e buonanotte ai suonatori. L’unico posto che ti fa venire un sorriso di apprezzamento ufficiale ma di vendetta patriottica ufficiosa è il Louvre. Orgoglio francese. Ma di chi è la Gioconda? Ah, ecco.

I grandi siamo noi. Anzi no, i grandi sono loro ti dicono indicandoti la segnaletica che porta alla Reggia di Versailles. Dicono che ci sia un bel giardinetto … e andiamo a vederlo allora, sto giardinetto. Panico. Una distesa d’erba spaventosamente lunga che coprirebbe – occhio e croce – circa sei codici di avviamento postali. Un frullato spettacolare di alberi, fontane, fiori, giardini e giardinetti dove Luigi XIV si appartava con tutte le sue donnine di corte. Se fosse esistita la RyanAir in era monarchica, stai sicuro che ti piazzava un volo low-cost dall’entrata all’uscita dei giardini per fregarci gli inglesi.

Ma è proprio quando ne hai quasi abbastanza che “lei” ti spunta a sorpresa, senza preavviso, da dietro un albero. E ti abbatte. La Tour Eiffel è così: una spettacolare poesia scritta nel cielo ed illuminata dalla luna. Tutta Parigi in quattro pezzi di acciaio incastonati ad arte come diamanti purissimi. La vedi li nella notte e con lo sguardo da ebete innamorato cominci a salire senza neanche rendertene conto. Da sopra il panorama è da tachicardia turistica: tutta la città in un palmo, visibile ad occhio nudo nella lunghezza di un respiro. Talmente immensa da farti apparire piccolissima anche la fantastica ruota panoramica che campeggia sugli Champs Elyseè. Promemoria: mai salire sulla Torre da single. Quella diabolica struttura altera le percezione e stordisce i sensi come una donna che ti guarda ammaliatrice mentre ti sfila il portafoglio. E saresti capace di innamorarti lassù, anche dell’ascensorista brutto e gobbo che lassù ti ha portato.

Ed è a quel punto, alla fine del viaggio, che realizzi tutto, ricordandoti della tomba di Oscar Wilde, che hai visto qualche giorno prima. Interamente ricoperta di rossetto femminile, stampato in un’infinità di baci sulla pietra. E’ vero – ironia a parte – nessuno ha mai capito nulla di questo posto. Parigi non è la città dell’amore. Parigi E’ l’amore.

Enricuzzu



(nella foto in alto) Splendida cartolina della Tour Eiffel
(nel video) Ultima notte a Parigi

9 commenti:

Germana ha detto...

Non credo che esista una sola persona, dico una, che leggerà questo articolo con la stessa intensità ed emozione come accade a me. Non credo che esista qualcuno al mondo che possa ricordare il tuo viso quando in quel bistrot ci presentarono il conto con otto euro e venti spesi soltanto per l'acqua come lo conosco io...e neanche i tre quarti d'ora buoni che hai passato a prendere per il culo Luigi XIV e le sue possibili scene nell'attraversare quell'immensità di giardino per tornare nella sua altrettanto casina...o meglio "monolocale"!!E le mie risate che echeggiavano tra quegli alberi e quei bouquet di fiori che da quanto erano perfetti, se nn ci fossero stati sciami di api sopra, avremmo sicuramente insinuato da buoni siciliani che erano finti!! Tutto sembra finto, quel ricordo è nostro...ed è un sogno ad occhi aperti. Un modo che utilizzo oggi per esorcizzare i momenti di solitudine o di stanchezza...e tutto grazie a te...che quel lontano 27 Giugno 2009 mi regalasti, ci regalasti, due biglietti per questa città che non dimenticherò mai. Grazie.

Claudio ha detto...

Ahhh. Ho capito! ;-)
Ciao Germana. Io sono Claudio e conoscendo Enrico da diversi anni, non ho alcuna difficoltà ad immaginare la sua faccia alla presentazione di quel conto né le infinite prese per il culo a Luigi XIV.
Comunque, ancora una volta, caro Enrico sei riuscito a sorprendermi con un modo tutto tuo, originalissimo, di rappresentare questo tuo viaggio a Parigi.
Un abbraccio a entrambi.
Claudio.

Enricuzzu ha detto...

Diceva Nietszche che le parole sono lente e restano inermi, dietro le sensazioni. E le sensazioni, le vivono le persone che in quel posto ci son state! Nella fattispecie te e quel gran figone con cui sei andata: me! ;-)
.
Claudio... Parigi te la consiglio: anche solo per un w-e. Con pochissimi euro, riesci davvero a fare un viaggio indimenticabili. E se ho fatto storie per 8 euro di acqua, credimi qundo dico "pochissimi" euro... ;-)

Anonimo ha detto...

Ciao Germana, non mi conosci sono Maurizio, il ragazzo di Enricuzzo...ah ah ah scherzo scherzo per fortuna mi piacciono ancora le donne e caro Enricuzzo la descrizione , splendida, che hai fatto della citta´, mi ha fatto rivivere certe emozioni che , come voi, avevo provato a suo tempo con una persona molto speciale in questa citta´che , paragrafando Enricuzzo, non e´la citta´dell' amore , e´l' Amore!!!

Germana ha detto...

Ciao Claudio...mi intrometto nel discorso perchè credo che Enrico nel suo commento ti voglia far credere che non ha cambiato totalmente espressione quando ha realizzato che stava spendendo quasi 10euro e non era riuscito neanche a buttare giù un sorso di qualcosa di alcolico dato il prezzo!!...Per il resto davvero imperdibile, sono d'accordo con lui. Ricambio l'abbriaccio nella speranza di fare la tua conoscenza presto.

Enricuzzu ha detto...

A proposito... Grazie Maurì per i consigli sulla città dati prima del viaggio! ;-)

Tiziana ha detto...

anche questa volta sei riuscito con le tue parole a trasportarmi nel luogo da te descritto e farmi vivere le sensazioni da voi provate.
Riguardo il conto degli otto euro, ricordo ancora la mia faccia quando nel lontano anno 2000 x una mezzolitro naturale (alla palermitana scioppettino) mi chiesero l'equivalente di 12.000 lire.
P.S. la cartolina mi ricorda qualcosa ...

Enricuzzu ha detto...

12.000 lire?
Immagino la tua faccia uahauah! =)

Germana ha detto...

Enri,Tiziana ne ha spesi soltanto 12...noi in equivalente la bellezza di più di 17,000 lire!! Devo dire che la Francia si economizza negli anni!!;-) comunque è pur sempre un latrocinio!